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Intervista allo Chef Davide Cavallini

Intervista allo Chef Davide Cavallini

04 giugno 2015 

Davide Cavallini è nato ad Argenta nel 1952, risiede da sempre nel suo paese di origine, Longastrino di Argenta, è sposato con due figlie , ed è uno splendido nonno presente.

 

Davide da diverso tempo è nostro Testimonial ; si è reso disponibile a collaborare con  la nostra azienda e con grande passione e coraggio si è messo in gioco  sperimentando nella sua cucina la novità Aralia. Per questo lo ringraziamo e continueremo a supportarlo.

  

 

  

Come è nata la passione per la cucina?

 « Inizialmente l’interesse per la cucina è nato per necessità familiare, frequentando la scuola alberghiera , più pratica che teorica, mi appassionai alla cucina . All’epoca questa scuola era poco riconosciuta, fu comunque preparatrice di grandi professionisti.

La passione per la cucina è sempre stata fondamentale nella mia vita, al punto che per necessità ho svolto anche altri lavori ma senza mai abbandonare quella che era oltre il mio lavoro anche il mio hobby preferito. »

   

 Cosa rappresenta oggi  per te la passione per la cucina?

 

«Innanzitutto, per me, la passione nasce dal momento in cui provo piacere personale nel soddisfare il gusto degli altri, in questo trovo uno stimolo e una ricchezza che mi ha sempre portato a migliorami e a cercare nuove prospettive .

La curiosità  mi ha sempre accompagnato, facendo in modo di accrescere il mio bagaglio tecnico, ed essendo per me la cucina  anche un hobby ,non ho mai sentito sacrificio in questo lavoro. »

 

  

Cosa ti è mancato e se c’è qualcosa che avresti voluto fare o avere?  

 

«Fortunatamente ho avuto molte esperienze,  in questi anni ho avuto l’opportunità di collaborare con diverse personalità e il lavoro di gruppo è quello che maggiormente mi ha consentito di colmare alcune mie lacune.

Una delle collaborazioni che mi ha più inorgoglito è stata quella con il grande Chef Antonio Bedini di Pesaro grande amico e collega, e questo  senza nulla togliere a tutti gli altri collaboratori con i quali in questi anni ho avuto il piacere di lavorare. »

  

  

Quale tuo Piatto ritieni abbia avuto maggior successo e/o ti abbia dato maggiori  soddisfazioni?

 

«Vedi Milena non credo ci sia un piatto con il quale mi identifico e che mi renda veramente soddisfatto, perché nel momento in cui lo presento penso già a come migliorarlo o a farne uno migliore.  Una grande sfida comunque, per me è stata realizzare un piatto particolare proprio con il tuo prodotto, e non è una sviolinata a te, ma quel risotto è veramente riuscito bene ed è piaciuto molto ai commensali presenti. Di questo piatto ti ho dedicato la ricetta. »

 

 

Quale è l’alimento , se c’è, che ti da poca soddisfazione?

 

«Ho molto rispetto per gli alimenti, pertanto cerco sempre di abbinare-sposare bene gli ingredienti, indipendentemente dalla materia prima…sono molto aperto, grazie alla mia curiosità, a qualsiasi esperienza culinaria senza condizionamenti che il settore può portare. »

 

 

Oltre la cucina , hai altre passioni?

 «Per tanti anni sono stato presidente di un gruppo Micologico che mi ha portato grandi soddisfazioni e a conoscere tante persone; purtroppo il tempo è spesso tiranno e ho dovuto lasciare a favore di altri più giovani. Ho dedicato molto tempo in passato anche ad  un grosso gruppo di volontariato per cittadini diversamente abili, persone speciali.
In questo campo mi rendo ancora disponibile per qualsiasi cosa attraverso la mia figura di chef al loro servizio. »
  

 

 

Quanto la tua compagna/famiglia ti è stata vicina nel tuo percorso?

 

«Per il nostro lavoro,come per molti altri , se non hai una persona vicino che ti sprona, ti stimola e ti aiuti nei momenti di difficoltà non arriveresti da nessuna parte, soprattutto in un campo lavorativo come il nostro che ti porta a essere spesso lontano da casa. »

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi quali sono i tuoi progetti?

 

«Più che progetti ho in corso da qualche anno una sfida personale, una sfida che mi porta a contatto con persone non del settore, ma a cui piace cucinare e con le quali insieme realizziamo delle feste molto importanti, dove vengono serviti oltre 5000 pasti  nel giro di 6/7 giorni.

 

La sfida consiste nell’educare queste persone al rispetto delle materie prime, in un’ottica dove  tutto si usa e non si butta via niente, alla coordinazione di queste persone e alla passione per la cucina senza far sentire la differenze professionali-sociali. Questa sfida ha portato in me grandi gratificazioni e grandi soddisfazioni nel vedere crescere queste persone prive di esperienza a livelli più che soddisfacenti. Non mi sento declassato nel mio ruolo  ma anzi gratificato e completato da questa esperienza unica. »

 

   

 

 

Hai un sogno nel cassetto che non hai ancora realizzato?

 

«Uno dei miei sogni nel cassetto sarebbe  visitare alcune nazioni , tra cui Le Maurituis sia per l’aspetto culinario che quello paesaggistico e culturale. E’ un progetto in embrione, se si realizzerà sarà anche grazie alle persone a me vicine. »

 

 

 

 

 

C’è un messaggio che vorresti dire a qualcuno?

 

«Il mio messaggio è culinario a livello generale:  a tutti i giovani chef e a quelli già à affermati chiedo : dove ci sta portando la cucina italiana? »

 

A mi rispondi con una domanda! Bene ragazzi attendiamo vostre risposte…

 

 

 

Ti ringrazio per questa tua testimonianza di vita e professionale , Aralia ti augura tutto il successo che ti meriti.

 

Milena

 

 

Aralia